Gulli e Pennisi 2.0

Il Blog della popolazione del Gulli e Pennisi!

venerdì 17 dicembre 2010

Acireale... Fidatevi, un bel Carnevale!



In questo weekend il Pdl in piazza ad Acireale. A dimostrazione che il carnevale si può valorizzare tutto l'anno.

I circoli del Pdl in piazza per ricordare cosa ha fatto il governo. E la briscola è a mazze.

Avevano anche un banchetto in piazza Garibaldi, che per l'occasione si è vestito a lutto.

(Banchetti... Ma vogliono mangiare proprio tutto allora!)

A due giorni dalla fiducia sono scesi in piazza. Lì qualche parlamentare in offerta si trova sempre.

Che poi che spreco, quando li puoi avere gratis dal Pd...

A Fini non va bene il mercato dei parlamentari. E' da sedici anni che non riesce a completare bene l'album.

E poi, se li compri, sai quanto concime ci ricavi? Rilanciamo l'agricoltura!

Tornando ad Acireale, i carristi dei carri infiorati protestano e forse non parteciperanno nel 2011. Certo, una bella trovata per spezzare la monotonia del carnevale.

Quindi i carri infiorati non ci sono. Imitano il Pd.

Suvvia! Non siate così pessimisti, il consiglio comunale e l'amministrazione faranno il solito carro.

L'unico problema è che ce lo dovremo sorbire per il resto della legislatura perché non lo possiamo smontare.

Idea! Regaliamolo a Viareggio!

(continua...)

(purtroppo...)

Fonte: Il BLoG DeL CoCoSAuRo

lunedì 13 dicembre 2010

La Costituzione fai da te


Leggendo qua e là qualche articolo della nostra tanto discussa Costituzione ho notato delle incongruenze tra ciò che è stato scritto circa 60 anni fa e l'attuale realtà italiana. Ve ne riporto alcune.
Art. 1 "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Art. 4 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".
Art. 36. "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".
Il lavoro oggi in Italia, partiamo da questo. La situazione è drammatica: più si va avanti col tempo, e più il tasso di disoccupazione aumenta. Gli ammortizzatori sociali non possono essere la cura definitiva. "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro". Oggi è davvero un nostro diritto? Sembra quasi che stia diventando più un privilegio e un "bene di lusso". Lo stato come promuove "le condizioni che rendano effettivo questo diritto"? La risposta è il precariato, l'umiliazione del lavoro e del lavoratore. E soprattutto, con 1100euro al mese viene garantita "un'esistenza libera e dignitosa"?
Art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge".
Vaglielo a spiegare ad Alfano.
Art. 9 "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Con la cultura non si mangia “ Giulio Tremonti Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica, venerdì 8 ottobre 2010.
Art. 10 "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Noi chiudiamo le frontiere senza se e senza ma.
Art. 11 "L'Italia ripudia la guerra".
Se la guerra si chiama missione di pace, allora è diverso. Da ricordare i 34 militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004.
Art. 21 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Forse il proprietario della libreria di Palermo "Altroquando" ha confidato troppo su questo articolo quando Domenica 3 Ottobre 2010 in vetrina espone un cartello con su scritto "I love Milingo" in occasione della visita del Pontefice a Palermo . Rapida è stata la risposta delle istituzioni: via il cartello e per non farsi mancare nulla hanno pure sequestrato le locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. I mass media hanno preferito omettere la notizia. Qui il video. (Inoltre è stato pure violato l' Art. 14.che recita "Il domicilio è inviolabile").
Art. 40. "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano". Scioperare non è un diritto secondo il vice questore di Brescia Emanuele Ricifari, molto noto per la sua "diplomazia". Dimissioni? Neanche per idea, si sa che il compito del questore o del suo vice è quello di creare disordini e non di reprimerli.
Art. 53. "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Cosa fa il Governo? Lo Scudo fiscale, bella risposta agli evasori!
E infine, dulcis in fundo: Art. 54. "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge". “La formulazione dell'articolo 41 e seguenti risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei padri che hanno scritto la Costituzione” Silvio Berlusconi 12/4/2003. ”Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. ” Il tricolore lo metta al cesso, signora ”. “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore " Umberto Bossi, Ministro per le Riforme Istituzionali, 26 luglio e 14 settembre 1997.
Ricordo che il Senatùr ha giurato sulla Costituzione.
Daniele Greco da ilbando

giovedì 2 dicembre 2010

Quando resistere vuol dire esistere

“Sento un forte disagio nel dire che sono uno studente italiano che vuole costruirsi un futuro in questo paese. Trovare il mio ruolo in questa società mi sembra difficile, tanto quanto combattere contro i mulini a vento”. Questo è il pensiero di uno studente del nostro liceo, ma non solo: è un sentimento generazionale. Che ruolo possiamo avere noi giovani in questa società? A chi rivolgere le nostre preoccupazioni, i nostri disagi?

Le istituzioni ci rispondono così: tagli ai fondi della scuola e dell’università, tagli ai fondi della ricerca scientifica, tagli ai fondi per teatri e cinema. È questo che ci fa pensare che, oggi, la cultura e la formazione di noi giovani non siano considerate una risorsa fondamentale per il futuro benessere del paese e una ricchezza per cui valga la pena investire energia e denaro, quanto un fardello troppo pesante che, complice la crisi economica, deve essere alleggerito. E la riforma targata Mariastella Gelmini – che, va detto, nel suo insieme presenta dei punti di forza – non fa altro che confermare questo indirizzo politico, riducendo ulteriormente i fondi destinati all’università.

Ed ecco allora che studenti con ricercatori universitari, attori e registi di cinema e teatro, preoccupati di questo disinteresse di fondo verso la cultura, scendono in piazza e salgono persino sui tetti per tentare di imprimere un cambio di rotta alla “nave” della politica, per citare un’ espressione cara a Piero Calamandrei.

Ma la nave, non curandosi minimamente delle paure e dei dubbi di chi affronta tagli, ridimensionamenti, riforme in chiave del tutto apolitica - come tutti dovrebbero fare in un settore centrale come quello dell’istruzione -, procede incurante lungo la sua rotta, bollando le proteste come manifestazioni di pochi giovani strumentalizzati. Così facendo, però, non riesce né a zittire né a calmare gli animi, anzi, lascia la spiacevole sensazione di essere sorda e indisponibile al confronto, aumentando le distanze tra sé e chi, in piazza, continua a manifestare.

Affinché questa nave non diventi una novella zattera della Medusa, sospinta dai venti della precarietà verso una distruzione sicura, noi studenti non vogliamo rimanere vittime inattive,ma coraggiosi naviganti che resistono alla tempesta e si oppongono all’indifferenza dei capitani riprendendosi il proprio ruolo di timonieri e tracciando una nuova rotta.

Nonostante in questi giorni noi non siamo stati ascoltati, né sui tetti, né nelle piazze, continuiamo a resistere; infatti “resistere” viene dalla stessa radice di “esistere” e pertanto, volendo continuare ad esserci in questo paese, resistiamo.

Studenti del Liceo Classico ”Gulli e Pennisi”

lunedì 29 novembre 2010

Non è con la televisione che si possono risolvere i problemi che la televisione ha creato


Gli spettatori televisivi sono come i tifosi di calcio: si schierano a favore di una squadra che considerano superiore alle altre, e tutti seguono il campionato.

Così quelli che guardano i talkshow condotti da certi giornalisti si sentono superiori a quelli che guardano altri talkshow condotti da comici che si sentono superiori a quelli che guardano talkshow condotti da soubrette… e così via, in una improbabile classifica del quoziente intellettivo dello spettatore televisivo abitudinario.

Nessuno va mai al cuore del problema, che non è nella scelta del palinsesto, ma nel fatto che alla fine la televisione è comunque guardata da tutti: stupidi, normali e geni. Ed è questo che al sistema interessa veramente: che tutti non smettano mai di guardare la televisione; poco importa quale trasmissione tiene le persone ferme in poltrona, purché restino, appunto, ferme, ipnotizzate e dipendenti.


Non sarà mai né questa né quella trasmissione televisiva che cambierà le cose nel mondo reale: il blabla televisivo è comunque un gioco a somma zero, dove alla fine tutto resta sempre uguale a sé stesso. Nessuna trasmissione televisiva potrà mai risolvere i problemi che è l’esistenza stessa della televisione ad avere creato: è come dire cercare di asciugarsi i capelli continuando a rimanere sotto la doccia…

Una popolazione che ha delegato ai talkshow l’azione sociale e partecipa alla vita pubblica restando comodamente seduta in poltrona con il telecomando in mano garantisce al potere – quello vero – numerosi vantaggi: la possibilità di plagiare i meno dotati e rendere inerti gli altri, nonché di creare una èlite plenipotenziaria e ultraprivilegiata che sono i personaggi mediatici. Questi ultimi traendo enormi benefici dal sistema ne sono in realtà i principali garanti anche quando apparentemente lo contestano, e la dimostrazione è nel fatto che l’unica azione che danneggerebbe il sistema e dimostrerebbe la loro buona fede – ossia rifiutarsi di mettere i loto talenti a disposizione dei media – è l’ultimo dei loro propositi; sono a tutti gli effetti dei “drogati di visibilità”, dei veri tossici mediatici e, come tutti i tossici, personalità deboli e vigliacche.

Sono inoltre indirettamente funzionali anche ad un altro scopo: lottizzando tutti gli spazi pubblici impediscono a quegli intellettuali, artisti e liberi pensatori, che il sistema non potrebbe controllare, di dare il loro contributo alla vita civile.

In questo modo il Paese cresce con un’unica identità: quella televisiva.

Tutto questo consente a chi ha in mano i fili della società di continuare ad agire indisturbato, all’ombra dei salotti televisivi e dei pittoreschi personaggi “noti al pubblico” che li abitano...

Una popolazione infatuata di pochi personaggi mediatici che fanno parte del sistema e che dunque il sistema controlla, è una popolazione che sarà per sempre sottomessa, destinata ad arretrare anno dopo anno nella scala dei valori sociali... ma questo sarà capito davvero soltanto fra qualche generazione, quando il disastro sociale e culturale sarà talmente vasto ed evidente da non poter essere negato neppure dai più convinti sostenitori dell’utilità dell’informazione mediatica...

Franco del Moro

(Tratto dal n. 94 di Ellin Selae – www.ellinselae.org)

(suggerito da uno studente)

lunedì 22 novembre 2010

Un po' di relax musicale... Yanni!



Prendetevi un momento di relax dallo stress quotidiano, e ritrovate la vostra armonia con un po' di musica...

Cosa vi comunica questa melodia?

sabato 20 novembre 2010

La lotta contro la mafia a modo loro...


Oggi rifaccio capolino sul blog dopo un po' di assenza dovuta a motivi vari, brevemente e con un pensiero che mi è balzato per la testa ieri sentendo qualche secondo di Porta a Porta mentre passavo disgraziatamente nel corridoio...

Maroni, il nostro ministro degli interni, ha detto, elogiando il governo, che stanno facendo molto per combattere la criminalità organizzata e che addirittura era compiaciuto del clima di "collaborazione" quando è stato approvato all'unanimità dalla Camera un ddl per il piano straordinario contro le mafie. Ora io mi chiedo... Se sono tutti contro la mafia, perché non mandiamo via i condannati dal Parlamento (come in ogni paese civile) visto che siamo costretti a vedere ancora persone come Cuffaro e dell'Utri?

La proposta di legge di iniziativa popolare "Parlamento Pulito", firmata da 350.000 cittadini nel 2007 e ora conservata in un cassetto, aspetta ancora di essere discussa. Questi combattono la mafia a modo loro...

Fonte: Il BLoG DeL CoCoSAuRo

giovedì 18 novembre 2010

L'epopea di Bobo


Toh, mi è sembrato di vedere una strumentalizzazione! Visto che siamo ormai in campagna elettorale, ognuno tira l'acqua al proprio mulino. Questo è assolutamente molto chiaro. Non so chi di voi abbia visto Matrix ieri sera, certamente chi lo ha fatto avrà avuto un grande fegato, e magari è scappata pure qualche risatina. Perlopiù mi riferisco all'enorme epopea tanto creata che quasi quasi mi stavo per commuovere. C'è da premettere che non guardo più Matrix da quando se n'è andato Mentana, ma ieri non so perché sentivo il bisogno di vederlo. Era la presenza di "Bobo" Maroni che mi incuriosiva, che mi faceva stare incollato al teleschermo, che mi vociferava all'orecchio " dai, non spegnere che ti sto per dire l'ennesima pagliacciata". Per certi versi la trasmissione è stata strutturata in due parti, la prima, quella "encomiastica", è stata la più odiosa, la seconda, quella "apologetica", l'ho digerita più facilmente.
Sono passati solo 2 giorni dalle accuse rivolte da Saviano a "Vieni via con me" alla Lega, che subito dopo viene catturato Antonio Iovine, boss mafioso dei Casalesi, sorpreso nell'abitazione di un suo conoscente, a Casal di Principe,a pochi km da Caserta, sua città d'origine. Coincidenza? Chi lo può sapere.
Vi lascio immaginare le celebrazioni, le mimiche facciali che emettevano pathos da tutti i pori, i sorrisi, le congratulazioni a tutti, a magistrati, polizia (più che giusti) e anche al suo governo, alla Lega, a se stesso, al conduttore che gli ha dedicato la trasmissione. Una vittoria insomma dell'antimafia dei fatti, non delle parole. Una vittoria di tutti! Allora via i dati,i servizi giornalistici sull'efficienza del governo contro la criminalità organizzata,l'enumerazione di tutti i boss mafiosi presi negli ulitimi due anni, l'ottimismo di prenderne altri, sembrava di essere tornati alle proiezioni dell'Istituto Luce ai tempi del fascismo. Pura e semplice propaganda, quando in realtà la mafia non si vince solo con l'arresto dei boss, perchè come in ogni società c'è sempre un un ricambio dirigenziale, ma questo è un altro discorso.
La seconda parte è stata dedicata alla difesa del Ministro dopo le accuse (un po' velleitarie secondo me) mosse da Saviano su presunti accordi tra 'Ndrangheta e Lega Nord. Dopo aver recitato caparbiamente la parte della vittima, accusando i mass media di non avergli dato la possibilità di replicare ,analizza punto per punto il discorso di Saviano. Non scendo nei particolari, però da politico furbo com'è Maroni si è saputo comportare. Sicuramente la Lega ne esce sempre più rinforzata, questo è un dato di fatto inconfutabile. Tutta la puntata è stata impostata in modo tale che si mettesse in risalto il suo operato; e ci sono riusciti. Certo che Alessio Vinci poteva fare quattro domande un tanterello più scomode. Non lo so, la butto lì,sul perché la Lega ha prima definito Berlusconi con epiteti del calibro di "Berlus-Cosa Nostra","brutto mafioso che guadagna i soldi con l'eroina e la cocaina", "uno che ha fatto i soldi con la mafia", "nazistoide" e poi con esso fa comunella ; sul perché la Lega ha ancora rapporti con Marcello Dell'Utri, dopo che sono stati provati i rapporti fra il Senatore del Pdl con la mafia di Bontate; sul perché la Lega ha votato una decina di leggi vergogna, quali il Lodo Alfano, l'infinità di condoni, edilizi, fiscali, la legge Cirami e molto altro.Proprio questo è quello che non mi spiego: da una parte, vediamo magistrati e forze dell'ordine che si sentono sempre più abbandonati dallo Stato , dall'altra apprendo tutto il contrario. Sarò mica impazzito?
Da http://ilbando.blogspot.com/

lunedì 15 novembre 2010

Noi giovani, cresciuti con Mediaset

Lunedì si avrà la conferma istituzionale della crisi di governo. Se i "futuristi" manterranno la parola, si andrà alle elezioni (c'è anche l'ipotesi di andare al voto solo per la Camera). O si ferma ora il fenomeno B. o mai più, questo è chiaro, e lo sa ormai anche l'ex fedelissimo Gianfranco Fini, stanco della potestà di Arcore. La formazione di un partito di centro destra che prescinde dalla figura del Cavaliere è senza dubbio un arricchimento nello scenario politico italiano, che forse (e ribadisco il forse) si sta stancando del berlusconismo e dell'antiberlusconismo. La mia generazione è cresciuta con queste due parole, e ne vorrei spendere altrettante su questo fenomeno. L'ultimo ventennio è stato culturalmente parlando fin troppo lesivo per noi giovani. Siamo spenti, limitati politicamente, non sappiamo vedere oltre a Berlusconi proprio perché siamo cresciuti con lui, da piccoli lo vedevamo sempre lì, e chiedevamo ai genitori chi fosse quell'ometto tanto potente quanto simpatico. Ma già sapevamo la risposta, la nostra era solo una curiosità accidentale. Lo vedevamo dappertutto, sapevamo a memoria lo slogan di Forza Italia, apprezzavamo la sua faccia sempre sorridente. Mediaset ci ha allattato, e credo che questo valga per la maggior parte di noi giovani, dai 14 ai 20 anni. Noi la preferivamo prorio perché sapeva parlare ai giovani, ma non ci rendevamo conto che ciò ci avrebbe svuotato la testa, ci avrebbe fatto diventare più pubblico che popolo."Con l'avvento della televisione in Italia, c’è stata una trasformazione del popolo in pubblico, e il pubblico è un tifoso, non è molto preparato come tutti i tifosi, soprattutto sui problemi che poi lo riguardano, ripeto il popolo è il pubblico ormai, vota da casa, applaude si indigna e poi va a dormire" (Paolo Rossi, nel film "Niente Paura" di Luciano Ligabue). Non è colpa nostra, o almeno in parte lo è; però adesso abbiamo la possibilità di cambiare, perché siamo cresciuti e ci dobbiamo prendere le prime nostre responsabilità, perchè forse qualcosa cambierà in questi anni, non so se in meglio o in peggio. Ho ancora fiducia nella nostra generazione nonostante le premesse non siano delle migliori; non si può dormire per sempre, faremmo solo brutti sogni.

Rifiutiamo il rifiuto, riprendiamoci la nostra vita!


Ciao a tutti! Finalmente dopo una lunga assenza per cause di forza purtroppo maggiore, ritorno felicemente a scrivere sul blog :) Felicemente per la ripresa, non tanto per ciò di cui vi parlerò... Tema di scottante e perpetua attualità, di quelli che non si possono far passare inosservati a meno che di fare sparire i giornalisti per nascondere il problema. E indovinate qual'è? L'ennesimo scandalo di Berlusconi! E' stato scoperto anche con una suora... No scherzo, è d'obbligo spendere un post sulla crisi che tormenta la Campania da anni, quella della gestione dei rifiuti.

Partiamo proprio da quest'ultima parola... "Rifiuti". Cosa sono? Secondo la mentalità più diffusa, sono quelle cose che noi non vogliamo più e che appunto rifiutiamo. Dove sta l'errore? Molte persone non vedono, o non vogliono vedere, nei cosiddetti "rifiuti" una risorsa, e siccome oltre agli elettori anche gli eletti hanno questa non-mentalità (e purtroppo interessi nel caso di quest'ultimi), il rifiuto rimane rifiuto così come il rifiuto di capire.

Tutti questi problemi mentali portano a quelli pratici, infatti una volta che il rifiuto non diventa una risorsa ma "monnezza", si devono trovare dei posti in cui collocarlo e in cui deve stare in compagnia di altri suoi simili, fino a quando non finirà di avere nuovi amici perché la discarica non ne potrà contenere più. Poi se ne dovranno aprire altre, ampliare le esistenti, distruggere l'ambiente, la salute, la vita e le balle dei cittadini. E siccome siamo pure in Italia, dobbiamo contare anche che tutte queste cose spesso non vengono fatte a norma di legge e che si infiltra anche la criminalità organizzata. Non è bellissimo? No.

E come dimenticare i termolavorizzatori (il nome simpatico degli inceneritori) che non solo bruciano i rifiuti che in realtà sono risorse (quindi bruciano risorse), ma anche inquinano e sono pericolosi per l'ambiente e la salute dei cittadini. Mettiamoci anche che ci sono gruppi privati (vi ricordate ad esempio l'Impregilo?) che hanno tutto l'interesse (loro) a costruirli e fanno pressioni ovunque affinché possano regalarceli a cifre modestissime, e molti amministratori coraggiosissimi e virtuosissimi non esitano a negare tali concessioni...
A tutte queste schifezze che vi ho elencato una soluzione c'è, e si chiama Rifiuti Zero. Il concetto è semplice: riduciamo gli sprechi, riusiamo il riusabile e ricicliamo (non il denaro). A Vedelago, in Italia (si, in Italia!), si ricicla praticamente tutto, con delle normative sulla riduzione si possono eliminare dal circuito gli sprechi di materiale che non dovrebbe essere messo in circolazione già a monte, e si possono (perché esistono) diffondere i prodotti riutilizzabili, facendo estinguere l'usa e getta, modo barbaro di trattare gli oggetti. E questi sono solo alcuni rimedi di tante azioni semplici che si potrebbero intraprendere adottando la strategia Rifiuti Zero e facendo lavorare un pochino il cervello...
Quanto ancora dovranno (e dovremo far) distruggere il nostro territorio, la nostra salute, il nostro futuro? La Campania domani potrebbe essere qualsiasi regione italiana... E spero da Acireale di non dovervi dare qualche brutta notizia perché stiamo precipitando e il fondo non è distante...

Fonte: Il BLoG DeL CoCoSAuRo

lunedì 25 ottobre 2010

Quando le vacanze sono troppo poche...


È un duro lavoro fare il deputato. Votazioni, commissioni, mozioni, appelli, non si ha mai tempo per se stessi e per la famiglia. Non bastano mica i 5 mila euro di stipendio mensile, sommati agli 8 mila euro tra spese di rappresentanza e diaria, più i vari privilegi quali l'assegno di fine mandato equivalente all'80% dell'importo mensile con indennità per ogni anno dimandato o frazione non inferiore a 6 mesi,l'assegno vitalizio tra il 25% e l’80% d'indennità parlamentare, rimborso annuale per viaggi all'estero (per studio o attività connesse all’attività parlamentare) equivalente a 3.100,00 euro,rimborso annuo spese telefoniche 3.098,74 euro, 574.215 auto blu, sconti nei cinema,teatri, in manifestazioni sportive e altri privilegi che non sto qui a dire.
Il problema è serio e va risolto. Come? Semplice, prendendosi una vacanza di 20 giorni. Sì, perchè è questo quello che stanno facendo. Il Parlamento chiude i battenti per mancanza di leggi da approvare. Sembra un paradosso, visto che l'economia va a rilento, anzi proprio non va, molte fabbriche chiudono, il precariato è in costante aumento, Napoli deve affrontare l'ennesimo problema rifiuti e chi più ne ha più ne metta. Il tutto scorre nell'indifferenza e nella disinformazione a cui ormai siamo abituati. La maggioranza prima c'è, poi viene rimessa in discussione; l'opposizione vive nell'ombra, proprio come i loro pseudo ministri tanto cari a Veltroni. "E io pago" direbbe Totò, paghiamo sì, certamente troppo per quello che riceviamo in cambio. I nostri parlamentari sono i più pagati d'Europa, questo ormai penso che sia risaputo. Il dato è ancora più significativo se paragonato ad altri stati europei, che stanno meglio di noi ( e non sono pochi). Per fare solo un esempio, la presidenza tedesca sulle casse pubbliche pesa per 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo rispetto alla nostra. Inverosimilmente, l'efficienza politica in Italia è inversamente proporzionale al suo costo; noi Italiani siamo unici pure in questo.
Da

martedì 19 ottobre 2010

La normalità si addice alle scimmie, non all'uomo

« Le altre parti del mondo hanno le scimmie; l'Europa ha i francesi. La cosa si compensa » ( Arthur Schopenhauer, L'arte d'insultare )

Saranno pure scimmie per Arthur Schopenhauer, ma i nostri "cugini" quando c'è da scendere in piazza per protestare e difendere i loro diritti si trasformano in leoni. Sette giorni di sciopero, vaglielo a dire a Cgl, Cisl, Uil e compagnia bella, si metterebbero le mani in testa. Tutta la Francia è bloccata, dal sistema scolastico alle vie di comunicazione, dalle raffinerie al trasporto merci. Motivo della severa contestazione è la riforma delle pensioni, che prevede l'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni. Ma in realtà è una vera e propria contestazione contro il governo di Sarkozy. Adesso mi chiedo, noi cosa aspettiamo a protestare? Che passi il lodo Alfano? Che vengano ancora fatti tagli all'istruzione? Che venga nuovamente alzata l'età pensionabile? Cosa? Quello che facciamo noi italiani non può essere considerato nè ora nè mai sciopero; la nostra è piuttosto una passeggiata per le vie del centro all'insegna del caffè preso al bar con gli amici,una sfilata con striscioni e bandiere (rosse preferibilmente) del sindacato o di un partito. Siamo pochi perché disorganizzati, siamo guidati da mille sindacati quando il fine della protesta dovrebbe essere unico, cantiamo cori passati, siamo tante voces clamantes in deserto. Ma la questa solitudine, questo stato comatoso, ce lo siamo creati noi, ce lo meritiamo. Siamo tante pecorelle smarrite, peccato che i "pastori" sono così tanti che risulta impossibile seguire una via comune. Mentre i nostri politicanti se la ridono, un metalmeccanico va in cassa integrazione e contemporaneamente un insegnante e uno studente protestano. Allora c'è da chiedersi se facciamo parte tutti dello stesso stato a questo punto, perché non ha senso spezzettare la protesta, si perderebbe l'efficacia.
Un aspetto che mi interessa sottolineare è l'apatia degli italiani su tutto quello che succede nel "palazzo": la nostra condizione di frustrazione si protrae per così tanti anni che ormai consideriamo normale ciò che non lo è, ci adattiamo a tutto, ma è un pragmatismo negativo, che spegne gli animi e ne azzera la vitalità politica. Tomasi di Lampedusa aveva perfettamente ragione, a malincuore, l'Italia è destinata a "sicilianizzarsi". Lo sciopero non lo viviamo più come occasione per cambiare le cose, per ottenere più diritti: protestiamo perchè sappiamo che qualcosa non va per il verso giusto, ma ci limitiamo solo al gesto,al valore simbolico, consci del fatto che il domani sarà tutto come prima e si ritorna a lavorare, come se nulla fosse accaduto. Non riusciamo a dare il giusto peso alla nostra protesta, nemmeno crediamo fino in fondo all'utilità dello sciopero. Lo facciamo solo perchè lo dobbiamo fare; siamo pure in grado di "normalizzare" uno sciopero.
Caro mio Schopenhauer, le scimmie non sono se mai i francesi, siamo noi italiani.
Da http://ilbando.blogspot.com/

sabato 16 ottobre 2010

Altro che razzisti

Mi chiedo come un gruppo di delinquenti serbi possa entrare in uno stadio italiano in occasione di un evento continentale mentre io,povero cittadino italiano, per vedere il mio onesto Catania, mi devo schedare senza aver fatto nulla, senza essermi arrampicato negli spalti per tagliare la rete di copertura, senza aver bruciato chissà quali bandiere, senza essere stato trovato in possesso di stupefacenti,senza aver mai avuto precedenti penali, senza aver aggredito nessun agente di polizia, senza aver assalito l'ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado nel febbraio 2008 per protestare contro l’indipendenza di Kosovo,senza essere mai accusato di detenzione illecita di animali pericolosi (per chi non l'avesse capito questo è il curriculum vitae di Ivan Bogdanov, "capo ultras" serbo che si è reso protagonista con una performance a dir poco stupefacente). Perché appena entro allo stadio mi perquisiscono come se fossi un membro di al qaeda, mentre "Ivan il terribile" può entrare tranquillamente con petardi, coltelli,passamontagna e kalashnikov?
E se piove? Ombrello? Ma assolutamente no! La punta potrebbe essere usata come giavellotto, meglio coprirsi con i fogli di giornale, almeno quelli non possono fare del male. Hai sete? Problemi tuoi, o ti compri il bicchierone che vendono allo stadio alla modica cifra di 2euro per 33cl, oppure organizza un bel gruppetto, fate una bella danza della pioggia, alzate la testa con la bocca aperta e pregate Dio che piova. Le bottigliette col tappo sono pericolose infatti, e se a qualcuno venisse la brillante idea di lanciare la bottiglietta sul campo che succederebbe ? E poi ci dicono che siamo razzisti e chiusi ad altre culture;noi, noi italiani, li trattiamo bene i nostri ospiti stranieri!

mercoledì 6 ottobre 2010

Fuori i giornali dalle scuole. Venga finanziata l'istruzione, non l'editoria!


Ottobre... Inizia il periodo caldo anche per chi non sciopera o protesta (perché tanto il lavoro non ce l'ha) tutto l'anno nel mondo della scuola, e mi trovo a riflettere sull'utilità di questo modo di manifestare il disagio: al giorno d'oggi qual'è? Solo una, quella di far capire a chi non protesta e a chi taglia (o fa riforme, se volete chiamarle così), che non sei d'accordo. Stop. Per il resto possiamo stare certi che non li fermeremo mai con qualche corteo, se ne fregano altamente in casi molto più gravi, quindi figuriamoci questo. Anzi, forse scioperando si fanno risparmiare anche un po' di soldini allo Stato.

Allora non dobbiamo fare niente? Ovviamente no. Le forme di protesta che devono intraprendere le scuole per ottenere qualche risultato concreto non sono gli scioperi di un giorno, ma percorsi di boicottaggio verso tutto ciò che mantiene ancora in piedi il sistema. Dall'abolizione dei viaggi di istruzione al blocco dell'adozione dei libri di testo, passando anche per gesti che vanno oltre il valore economico e toccano la disobbedienza civile. Oggi vi voglio parlare proprio di uno di questi che mi è venuto in mente.

I cittadini italiani pagano quasi un miliardo di euro l'anno di contributi pubblici all'editoria, un'enorme spreco di denaro pubblico che consente a molti giornaletti, giornalini e testate "importanti" di continuare a stampare, e anche in quantità esagerate rispetto alle copie realmente vendute. Praticamente finanziamo giornali che fanno tutto fuorché un'informazione corretta, che hanno dietro partiti, gruppi privati (li vogliamo contare i membri dei consigli di amministrazione delle testate che sono anche in altre aziende?), chi fa avere i finanziamenti e chi più ne ha più ne metta. Questa è solo un'aggravante al fatto che stiamo violando con lo spreco (di soldi pubblici!) uno dei principi fondamentali su cui dovrebbe essere basata l'economia, non puoi produrre più di quanto vendi, i giornali li deve pagare chi li legge.

E dato che sono obbligati a stampare, per ricevere i finanziamenti, si sono inventati le copie omaggio per le scuole, simpatiche supposte di disinformazione che colpiscono quotidianamente gli studenti di tutta Italia. Gli istituti scolastici, se vogliono essere coerenti con la protesta contro i tagli alla scuola pubblica, devono rifiutare le copie di tutti i giornali e dichiarare pubblicamente di non volerne. Fuori i partiti, i gruppi e gli interessi dei privati dalle scuole (non ci devono stare!), quel miliardo di euro va all'istruzione statale, i giornali (che per giunta non servono i cittadini) li paghino i loro lettori, e che se li tengano per sé.

Rifiutateli, mandateli indietro, comunicate a chi li manda di non volerne più. E soprattutto, fate sapere a più persone possibile il perché della protesta. E' tempo di muoVerci e non fermarci più!

Ps: il Fatto Quotidiano, è l'unico giornale che sta in piedi esclusivamente grazie ai lettori che comprano, perché rifiuta ogni tipo di finanziamento pubblico.

Pps: ma ci pensate, oltre a tutto, che spreco di carta?

Fonte: Il BLoG DeL CoCoSAuRo

mercoledì 29 settembre 2010

Pubblicità nelle scuole, risorsa o male?

E' risaputo che la pubblicità nelle scuole pubbliche italiane è sempre stato un tabù. Ma i tempi adesso sono cambiati: come fanno le scuole dopo i continui tagli ad andare avanti? Semplice, si autofinanziano col marketing lì dove la legge lo consente. Si sono moltiplicati negli ultimi anni i casi di finanziamento da parte di ditte private in ambito scolastico. Il fautore di questa iniziativa è stato l’istituto superiore Carlo dell’Acqua di Legnano, in provincia di Milano, che ha indetto un bando di 20 mila euro per restaurare un affresco. Altre scuole in provincia di Roma sembrano muoversi in questa direzione; mancano banchi e sedie?No problem, c'è l'Ikea! Infatti, ad arredare le classi della scuola elementare Torricella Nord (periferia romana), ci ha pensato il colosso dei mobili low cost per un totale di 50 sedie, 50 banchi e due cattedre.Un altro esempio è l'istituto Thouar-Gonzaga di Milano che espone striscioni con il nome delle ditte che hanno fornito i materiali per il rinnovo. Così la scuola italiana si avvicina sempre di più a quella americana, dove la pubblicità è presente da decenni: le aziende in questione firmano dei veri e propri contratti con i quali le società possono fornire materiale didattico o qualsiasi altro supporto di competenza. I giovani sono una fetta di mercato molto appetibile, sarebbe un peccato per i pubblicitari non sfruttare quest'occasione. Cerchiamo di concretizzare il tutto attenzionando la situazione della nostra scuola: non dico che si può finanziare la costruzione della palestra con il solo aiuto di privati, che con varie clausole e aiuti economici potrebbero convincersi a investire, ma potrebbe essere già un buon inizio. Passiamo ad altro, i computer. Potremmo prendere i computer di aziende private destinati alla "rottamazione" e in cambio pubblicizzare la società stessa. Anche se abbiamo già un buon apparato di computer nell'aula informatica, uno in più soprattutto in biblioteca non farebbe male a nessuno. E non solo sarebbero destinati per la biblioteca, perché no anche per le singole classi che avrebbero così la possibilità di utillizzare supporti informatici durante le lezioni. Questo è solo un esempio pratico, ma se ne possono fare altri, tutti molto fattibili : vedi la 20mega,un posteggio decente per i motorini, un (vero) bar della scuola o l'acquisizione di materiale didattico. Probabilmente questa idea non sarà ben accolta dal consiglio d'istituto, è ancora viva la concezione tra presidi e insegnanti di una scuola pubblica in quanto tale. Ma bisogna adattarsi ai tempi che cambiano, la nostra non è più una scuola pubblica per il fatto che chi vuole il meglio sceglie il privato. La scuola pubblica per ora non ha il supporto dello stato per garantire il meglio, è trascurata e declassata, l'unica via da percorrere è l'autofinanziamento.

mercoledì 22 settembre 2010

Benvenuti! Inizia la nostra avventura!


È nato il Blog del Gulli e Pennisi! Ti diamo il benvenuto su questo luogo aperto a tutti gli studenti, professori e personale vario! Ti piace scrivere, vuoi informare i tuoi compagni, hai già un blog e vuoi condividere i post con tutti? Sei nel posto giusto!
Il blog della popolazione del Gulli e Pennisi è uno spazio al servizio di tutti coloro che sono al servizio della comunità, mai come oggi è fondamentale la presenza di una fonte di informazione libera in Rete, per combattere la disinformazione di chi ci fa sapere solo quello che vuole (o vogliono) che noi sappiamo.
Il blog può contenere materiale di tutti i tipi, dalle poesie agli articoli di informazione passando per musica e fotografia, l'importante è che ci si mantenga nella legalità e vengano rispettate le regole dell'educazione e della convivenza civile. Rimanendo in tema regolamento, vi ricordiamo che non è consentito pubblicizzare eventi a scopo di lucro e tutto ciò che ha a che fare con partiti politici e/o gruppi collegati ad essi. Non fraintendete queste parole perché ognuno ovviamente è libero di esprimere le proprie idee, il blog è un luogo di crescita, educazione e formazione di una coscienza critica (in ogni ambito) per ognuno di noi.
Detto questo, auguriamo buon divertimento e buon lavoro a tutti!


Ci trovi su: staffgulliblog@gmail.com

Ps: questa è solo la base del blog, a poco a poco che cresce si arricchirà sempre di più!