Gulli e Pennisi 2.0

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mercoledì 29 settembre 2010

Pubblicità nelle scuole, risorsa o male?

E' risaputo che la pubblicità nelle scuole pubbliche italiane è sempre stato un tabù. Ma i tempi adesso sono cambiati: come fanno le scuole dopo i continui tagli ad andare avanti? Semplice, si autofinanziano col marketing lì dove la legge lo consente. Si sono moltiplicati negli ultimi anni i casi di finanziamento da parte di ditte private in ambito scolastico. Il fautore di questa iniziativa è stato l’istituto superiore Carlo dell’Acqua di Legnano, in provincia di Milano, che ha indetto un bando di 20 mila euro per restaurare un affresco. Altre scuole in provincia di Roma sembrano muoversi in questa direzione; mancano banchi e sedie?No problem, c'è l'Ikea! Infatti, ad arredare le classi della scuola elementare Torricella Nord (periferia romana), ci ha pensato il colosso dei mobili low cost per un totale di 50 sedie, 50 banchi e due cattedre.Un altro esempio è l'istituto Thouar-Gonzaga di Milano che espone striscioni con il nome delle ditte che hanno fornito i materiali per il rinnovo. Così la scuola italiana si avvicina sempre di più a quella americana, dove la pubblicità è presente da decenni: le aziende in questione firmano dei veri e propri contratti con i quali le società possono fornire materiale didattico o qualsiasi altro supporto di competenza. I giovani sono una fetta di mercato molto appetibile, sarebbe un peccato per i pubblicitari non sfruttare quest'occasione. Cerchiamo di concretizzare il tutto attenzionando la situazione della nostra scuola: non dico che si può finanziare la costruzione della palestra con il solo aiuto di privati, che con varie clausole e aiuti economici potrebbero convincersi a investire, ma potrebbe essere già un buon inizio. Passiamo ad altro, i computer. Potremmo prendere i computer di aziende private destinati alla "rottamazione" e in cambio pubblicizzare la società stessa. Anche se abbiamo già un buon apparato di computer nell'aula informatica, uno in più soprattutto in biblioteca non farebbe male a nessuno. E non solo sarebbero destinati per la biblioteca, perché no anche per le singole classi che avrebbero così la possibilità di utillizzare supporti informatici durante le lezioni. Questo è solo un esempio pratico, ma se ne possono fare altri, tutti molto fattibili : vedi la 20mega,un posteggio decente per i motorini, un (vero) bar della scuola o l'acquisizione di materiale didattico. Probabilmente questa idea non sarà ben accolta dal consiglio d'istituto, è ancora viva la concezione tra presidi e insegnanti di una scuola pubblica in quanto tale. Ma bisogna adattarsi ai tempi che cambiano, la nostra non è più una scuola pubblica per il fatto che chi vuole il meglio sceglie il privato. La scuola pubblica per ora non ha il supporto dello stato per garantire il meglio, è trascurata e declassata, l'unica via da percorrere è l'autofinanziamento.

2 commenti:

Trovo che l'idea sarebbe sicuramente fattibile se ,come hai specificato, si comprendesse che bisogna andare al passo con i tempi che cambiano. Credo che probabilmente non si avrà piu nessuna scelta se non realizzare un'idea del genere,visto che i tagli alla scuola pubblica sono veramente da capogiro.
P.S. bell'articolo dani continua così!
 
grazie andrea!!! mi raccomando mi aspetto anche un tuo post sul blog ;)