
Leggendo qua e là qualche articolo della nostra tanto discussa Costituzione ho notato delle incongruenze tra ciò che è stato scritto circa 60 anni fa e l'attuale realtà italiana. Ve ne riporto alcune.
Art. 1 "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Art. 4 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".
Art. 36. "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".
Il lavoro oggi in Italia, partiamo da questo. La situazione è drammatica: più si va avanti col tempo, e più il tasso di disoccupazione aumenta. Gli ammortizzatori sociali non possono essere la cura definitiva. "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro". Oggi è davvero un nostro diritto? Sembra quasi che stia diventando più un privilegio e un "bene di lusso". Lo stato come promuove "le condizioni che rendano effettivo questo diritto"? La risposta è il precariato, l'umiliazione del lavoro e del lavoratore. E soprattutto, con 1100euro al mese viene garantita "un'esistenza libera e dignitosa"?
Art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge".
Vaglielo a spiegare ad Alfano.
Art. 9 "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
“ Con la cultura non si mangia “ Giulio Tremonti Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica, venerdì 8 ottobre 2010.
Art. 10 "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Noi chiudiamo le frontiere senza se e senza ma.
Art. 11 "L'Italia ripudia la guerra".
Se la guerra si chiama missione di pace, allora è diverso. Da ricordare i 34 militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004.
Art. 21 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Forse il proprietario della libreria di Palermo "Altroquando" ha confidato troppo su questo articolo quando Domenica 3 Ottobre 2010 in vetrina espone un cartello con su scritto "I love Milingo" in occasione della visita del Pontefice a Palermo . Rapida è stata la risposta delle istituzioni: via il cartello e per non farsi mancare nulla hanno pure sequestrato le locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. I mass media hanno preferito omettere la notizia. Qui il video. (Inoltre è stato pure violato l' Art. 14.che recita "Il domicilio è inviolabile").
Art. 40. "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano". Scioperare non è un diritto secondo il vice questore di Brescia Emanuele Ricifari, molto noto per la sua "diplomazia". Dimissioni? Neanche per idea, si sa che il compito del questore o del suo vice è quello di creare disordini e non di reprimerli.
Art. 53. "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Cosa fa il Governo? Lo Scudo fiscale, bella risposta agli evasori!
E infine, dulcis in fundo: Art. 54. "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge". “La formulazione dell'articolo 41 e seguenti risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei padri che hanno scritto la Costituzione” Silvio Berlusconi 12/4/2003. ”Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. ” Il tricolore lo metta al cesso, signora ”. “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore " Umberto Bossi, Ministro per le Riforme Istituzionali, 26 luglio e 14 settembre 1997.
Ricordo che il Senatùr ha giurato sulla Costituzione.
Daniele Greco da ilbando
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