Gulli e Pennisi 2.0

Il Blog della popolazione del Gulli e Pennisi!

venerdì 17 dicembre 2010

Acireale... Fidatevi, un bel Carnevale!



In questo weekend il Pdl in piazza ad Acireale. A dimostrazione che il carnevale si può valorizzare tutto l'anno.

I circoli del Pdl in piazza per ricordare cosa ha fatto il governo. E la briscola è a mazze.

Avevano anche un banchetto in piazza Garibaldi, che per l'occasione si è vestito a lutto.

(Banchetti... Ma vogliono mangiare proprio tutto allora!)

A due giorni dalla fiducia sono scesi in piazza. Lì qualche parlamentare in offerta si trova sempre.

Che poi che spreco, quando li puoi avere gratis dal Pd...

A Fini non va bene il mercato dei parlamentari. E' da sedici anni che non riesce a completare bene l'album.

E poi, se li compri, sai quanto concime ci ricavi? Rilanciamo l'agricoltura!

Tornando ad Acireale, i carristi dei carri infiorati protestano e forse non parteciperanno nel 2011. Certo, una bella trovata per spezzare la monotonia del carnevale.

Quindi i carri infiorati non ci sono. Imitano il Pd.

Suvvia! Non siate così pessimisti, il consiglio comunale e l'amministrazione faranno il solito carro.

L'unico problema è che ce lo dovremo sorbire per il resto della legislatura perché non lo possiamo smontare.

Idea! Regaliamolo a Viareggio!

(continua...)

(purtroppo...)

Fonte: Il BLoG DeL CoCoSAuRo

lunedì 13 dicembre 2010

La Costituzione fai da te


Leggendo qua e là qualche articolo della nostra tanto discussa Costituzione ho notato delle incongruenze tra ciò che è stato scritto circa 60 anni fa e l'attuale realtà italiana. Ve ne riporto alcune.
Art. 1 "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".
Art. 4 "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".
Art. 36. "Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa".
Il lavoro oggi in Italia, partiamo da questo. La situazione è drammatica: più si va avanti col tempo, e più il tasso di disoccupazione aumenta. Gli ammortizzatori sociali non possono essere la cura definitiva. "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro". Oggi è davvero un nostro diritto? Sembra quasi che stia diventando più un privilegio e un "bene di lusso". Lo stato come promuove "le condizioni che rendano effettivo questo diritto"? La risposta è il precariato, l'umiliazione del lavoro e del lavoratore. E soprattutto, con 1100euro al mese viene garantita "un'esistenza libera e dignitosa"?
Art. 3 "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge".
Vaglielo a spiegare ad Alfano.
Art. 9 "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".
Con la cultura non si mangia “ Giulio Tremonti Ministro dell'Economia e delle Finanze della Repubblica, venerdì 8 ottobre 2010.
Art. 10 "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".
Noi chiudiamo le frontiere senza se e senza ma.
Art. 11 "L'Italia ripudia la guerra".
Se la guerra si chiama missione di pace, allora è diverso. Da ricordare i 34 militari italiani morti in Afghanistan dall’inizio della missione Isaf, nel 2004.
Art. 21 "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione". Forse il proprietario della libreria di Palermo "Altroquando" ha confidato troppo su questo articolo quando Domenica 3 Ottobre 2010 in vetrina espone un cartello con su scritto "I love Milingo" in occasione della visita del Pontefice a Palermo . Rapida è stata la risposta delle istituzioni: via il cartello e per non farsi mancare nulla hanno pure sequestrato le locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria. I mass media hanno preferito omettere la notizia. Qui il video. (Inoltre è stato pure violato l' Art. 14.che recita "Il domicilio è inviolabile").
Art. 40. "Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano". Scioperare non è un diritto secondo il vice questore di Brescia Emanuele Ricifari, molto noto per la sua "diplomazia". Dimissioni? Neanche per idea, si sa che il compito del questore o del suo vice è quello di creare disordini e non di reprimerli.
Art. 53. "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".
Cosa fa il Governo? Lo Scudo fiscale, bella risposta agli evasori!
E infine, dulcis in fundo: Art. 54. "Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge". “La formulazione dell'articolo 41 e seguenti risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento alla cultura e alla costituzione sovietica da parte dei padri che hanno scritto la Costituzione” Silvio Berlusconi 12/4/2003. ”Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. ” Il tricolore lo metta al cesso, signora ”. “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore " Umberto Bossi, Ministro per le Riforme Istituzionali, 26 luglio e 14 settembre 1997.
Ricordo che il Senatùr ha giurato sulla Costituzione.
Daniele Greco da ilbando

giovedì 2 dicembre 2010

Quando resistere vuol dire esistere

“Sento un forte disagio nel dire che sono uno studente italiano che vuole costruirsi un futuro in questo paese. Trovare il mio ruolo in questa società mi sembra difficile, tanto quanto combattere contro i mulini a vento”. Questo è il pensiero di uno studente del nostro liceo, ma non solo: è un sentimento generazionale. Che ruolo possiamo avere noi giovani in questa società? A chi rivolgere le nostre preoccupazioni, i nostri disagi?

Le istituzioni ci rispondono così: tagli ai fondi della scuola e dell’università, tagli ai fondi della ricerca scientifica, tagli ai fondi per teatri e cinema. È questo che ci fa pensare che, oggi, la cultura e la formazione di noi giovani non siano considerate una risorsa fondamentale per il futuro benessere del paese e una ricchezza per cui valga la pena investire energia e denaro, quanto un fardello troppo pesante che, complice la crisi economica, deve essere alleggerito. E la riforma targata Mariastella Gelmini – che, va detto, nel suo insieme presenta dei punti di forza – non fa altro che confermare questo indirizzo politico, riducendo ulteriormente i fondi destinati all’università.

Ed ecco allora che studenti con ricercatori universitari, attori e registi di cinema e teatro, preoccupati di questo disinteresse di fondo verso la cultura, scendono in piazza e salgono persino sui tetti per tentare di imprimere un cambio di rotta alla “nave” della politica, per citare un’ espressione cara a Piero Calamandrei.

Ma la nave, non curandosi minimamente delle paure e dei dubbi di chi affronta tagli, ridimensionamenti, riforme in chiave del tutto apolitica - come tutti dovrebbero fare in un settore centrale come quello dell’istruzione -, procede incurante lungo la sua rotta, bollando le proteste come manifestazioni di pochi giovani strumentalizzati. Così facendo, però, non riesce né a zittire né a calmare gli animi, anzi, lascia la spiacevole sensazione di essere sorda e indisponibile al confronto, aumentando le distanze tra sé e chi, in piazza, continua a manifestare.

Affinché questa nave non diventi una novella zattera della Medusa, sospinta dai venti della precarietà verso una distruzione sicura, noi studenti non vogliamo rimanere vittime inattive,ma coraggiosi naviganti che resistono alla tempesta e si oppongono all’indifferenza dei capitani riprendendosi il proprio ruolo di timonieri e tracciando una nuova rotta.

Nonostante in questi giorni noi non siamo stati ascoltati, né sui tetti, né nelle piazze, continuiamo a resistere; infatti “resistere” viene dalla stessa radice di “esistere” e pertanto, volendo continuare ad esserci in questo paese, resistiamo.

Studenti del Liceo Classico ”Gulli e Pennisi”