Gulli e Pennisi 2.0

Il Blog della popolazione del Gulli e Pennisi!

lunedì 25 aprile 2011

Gli antinuclearisti della domenica delle amministrative



«È finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese». Stefania Prestigiacomo

Con queste parole che dimostrano quanto gliene importi veramente dell'ambiente al nostro Ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo (quella che, per dirne una, la sua famiglia ha industrie nell'area sana e pulita di Priolo), ha detto di essere contraria al nucleare, ma non fraintendete perché lo ha fatto perché ama la nostra Terra e non per la paura di perdere alle urne.
Ora, tenendo conto di quello che avete letto sopra (tanto per fare un esempio), sappiate che il governo ha inserito questo emendamento nel DDL Omnibus che domani sarà in Senato:

“Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare“.

Ovviamente vi sarete accorti che non si tratta di uno stop definitivo al nucleare perché si potrebbe fare un nuovo "piano" anche subito dopo l'approvazione dell'emendamento, ma c'è di più. Nonostante su tv e giornali il tema nucleare insieme alle gravi notizie dal Giappone venga quotidianamente passato sottovoce o direttamente censurato, molti italiani, dopo il tragico incidente di Fukushima, un pensierino di andare dopo al mare per recarsi prima a votare il 12 e il 13 giugno l'avranno fatto. Non c'è voluto molto a capirlo dato che la finta opposizione del PdmenoL non ha fatto passare l'emendamento sull'accorpamento dei referendum alle amministrative di maggio, elezioni che si sarebbero aggravate un po' per tutti i nuclearisti.
Rileggendo le dichiarazioni della Prestigiacomo potrete capire che la casta non ha cambiato idea per buon senso a dispetto dei propri interessi, ma invece vuole continuare a farli in santa pace ragionando per voti. C'è ancora di più oltre alle elezioni amministrative, infatti insieme al referendum sul nucleare ci sono quelli importantissimi per rendere l'acqua pubblica e per levarci dai piedi definitivamente il legittimo impedimento. L'incidente di Fukushima avrebbe trascinato molte persone a votare e magari si sarebbe raggiunto il quorum per tutti i quesiti, invece con la mossa di fare un passo indietro sul nucleare il governo e la sua non opposizione preferita vorrebbero provare ad affossare i tre referendum e tirarsi su per le amministrative.
Il 12 e il 13 giugno ogni cittadino ha il dovere morale di andare a votare e mettere quattro si per dire no al nucleare, all'acqua privatizzata e affidata alle multinazionali e al legittimo impedimento. Ricordate che per dire no dobbiamo mettere si perché il referendum è abrogativo!

Fonte: IL BLoG DeL CoCoSAuRo

mercoledì 16 febbraio 2011

Ecco un buon motivo per cui il governo dovrebbe cadere


Lasciando perdere il caso Ruby e tutto quello che ne consegue, reputo che la manifestazione di ieri sia stato un chiaro sintomo di malessere popolare, che trascende dalla moralità del premier o dalla morbosità dei suoi fidi alleati sparsi in tv pronti a difenderlo categoricamente, spesso arrampicandosi sugli specchi a qualunque accusa o dubbio legittimo. Il problema di fondo è che ormai siamo stanchi di questa situazione, che si protrae ormai da diversi mesi: gli scandali sessuali possono sì creare audience, ma finiscono con l'esaurimento nervoso di chi è costretto a sentirli continuamente, senza che si parli di qualcosa di concreto che vada oltre alle partecipazioni del circolo di prostitute che frequentavano (frequentano? ) Arcore a determinate serate di discoteche. Non possiamo dare più importanza ad una prostituta che a quello che si fa in Parlamento. Rettifico, a quello che non si fa. Sì, perché l'attività parlamentare nell'ultimo anno è crollata drasticamente: se si pensa alla crisi di maggioranza, alla casa di Montecarlo,ad Antigua, a Noemi prima e Ruby poi, i parlamentari hanno avuto le ferie prolungate fino ad ora, se non si considera qualche seduta di rito, tanto per dire: noi ci siamo! In 44 giorni è stata sfornata una sola legge, ovvero la conversione in legge di un decreto approvato dal governo a novembre dello scorso anno sui rifiuti della Campania. Il calendario è ricco: discussioni di interrogazioni, qualche mozione e proposte di leggi che non hanno speranza di passare. Nei 409 giorni trascorsi dal primo gennaio del 2010 l'Aula di Montecitorio si è riunita in 171 occasioni. Ancora più sporadicamente quella di Palazzo Madama. Dove i giorni di seduta sono stati 129. Il Parlmanto inoltre dovrebbe essere il catalizzatore di tutto quel lavoro fatto nelle commissioni, invece zero totale.Di tutto ciò i parlamentari ne sono ben consapevoli. Il leghista Matteo Brigandì, per esempio: «Mi dimetto perché non ha più alcun senso fare il parlamentare. Le Camere sono state svuotate di ogni loro funzione. Non hanno più alcun potere di iniziativa legislativa e sono state messe nella condizione di fare solo il notaio del governo», ha dichiarato un giorno. Ma poi è rimasto onorevole fino a quando non è stato nominato dallo stesso parlamento nel Consiglio superiore della magistratura. Per non parlare del recordman assoluto degli assenteisti, Antonio Gaglione, che è sbottato: «Stare in Parlamento è un lavoro frustrante, una perdita di tempo e una violenza contro la persona». Dimettendosi subito dopo dal partito, il Pd. Ma in Parlamento ci è rimasto. In un paese normale, già questo dovrebbe bastare per staccare la spina al governo, invece no; noi italiani ancora aspettiamo l'esito della magistratura per sapere se il nostro premier si è fatto una scopata con una minorenne o meno e in base a questo cadrà o resterà a vegetare il governo. Andiamo bene.
Daniele Greco

venerdì 21 gennaio 2011

Festa di San Sebastiano: via i fuochi d’artificio, facciamo cantare i bambini!



Ieri ad Acireale si è festeggiato il santo patrono Sebastiano (per gli amici Sammastiano), e come ogni anno le mie povere orecchie sono costrette a sentire quegli splendidi botti dovuti ai bellissimi fuochi d'artificio, che piacciono tanto a una parte di popolazione che si diverte a fare esplodere i maxi petardi, nemmeno fossero dei bambini a cui piace giocare con le bombette. Non smetterò mai di ripetere che quel rumore con la festa, con il cristianesimo e con il folklore non c'entra proprio nulla, come fanno a piacere delle cose sparate nel cielo che fanno un po' di colori e spaccano i timpani?
Sono soltanto dannose, ad esempio alle nostre orecchie, ai monumenti e al portafogli. E a questo punto mi chiedo... Invece di sprecare soldi e buttarli in cielo bruciandoli, perché le varie parrocchie non organizzano dei piccoli spettacoli con i bambini che magari cantano e suonano qualcosa in onore del santo? Sarebbe una scelta di buon senso e di vero spirito cristiano (e anche molto piacevole), inoltre con tutto quello che si risparmierebbe si potrebbero fare tante cose belle e utili per la collettività, e credo che fareste San Sebastiano un po' più felice!

Ps: per oggi mi astengo dal commentare riguardo l'enorme quantità di carta buttata per le strade solo per scriverci "W San Sebastiano", per non parlare di quegli orribili mini manifesti che vengono attaccati nei muri... Ma credete davvero che gli sarebbe piaciuto essere festeggiato così? Il patrono di Acireale, dovrebbe proteggere la città dai suoi cittadini...

Fonte: Il Blog del Cocosauro

lunedì 17 gennaio 2011

Sardegna: diecimila tonnellate di olio combustibile in mare!



Mentre i simpatici media tradizionali si divertono a martellarci i caciucchi con il gossip del calibro del bunga bunga e Avetrana, diffondiamo in Rete l'ennesima notizia di un disastro ambientale, stavolta in Sardegna. Infatti a Porto Torres, mentre una petroliera mandava petrolio per la termocentrale E. On di Fiume Santo, un tubo nella banchina del porto perdeva olio combustibile riversandolo in mare. Ciliegina sulla torta il personale, che si è accorto di quello che stava accadendo quando già la marea nera (per non dire cacca in modo volgare) prendeva il largo. Adesso la situazione è che sono finiti in mare almeno diecimila tonnellate di olio combustibile e i comuni limitrofi hanno vietato l'accesso alle spiagge per la pericolosità del materiale, che rientra nella categoria di quelli cancerogeni.

Non oso immaginare il danno all'ambiente e all'economia, con il catrame che invade il mare, le spiagge e tutto l'ecosistema, e torno a pensare per l'ennesima volta che queste cose succedono perché ancora, nel 2011, l'uomo debba usare questo dannato petrolio quando ha il sole, il vento, le maree, i corsi d'acqua e tutte le cose pulite che ci offre la natura (e non intendo il nucleare).

Ps: leggete questo post e riflettete... Perché siamo così masochisti?

Pps: ennesima prova di come tv e giornali mettano a tacere la notizia non facendola passare o non dandole il giusto peso...

Fonte: Il Blog del Cocosauro

sabato 1 gennaio 2011

Auguri e messaggio di buon 2011



Ed eccoci qui nel 2011… Questo messaggio non vi arriva oggi per casualità, ma semplicemente perché non è di fine anno ma di inizio. Vi assicuro che è difficile trovare le parole così come è difficile la situazione in cui ci troviamo tutti, e bisogna stare attenti a non cadere nell’inutile, nelle frasi fatte e soprattutto non filosofeggiare sull’aria fritta, hobby che va molto di moda.
Beh, cosa dire, ci sarebbe tanto ma voglio essere più breve e incisivo possibile… Ci aspettano dodici mesi difficili e non saranno solo dodici, quello che è sicuro è che siamo al fondo e che tutto sta a noi, possiamo scegliere se restarci oppure se risalire con dignità. Lo so che è facile stare nella felice ignoranza (e non intendo quella scolastica) o nell’indifferenza, sono comode. E’ comodo chiudere gli occhi, così come è comodo rifiutarsi di affrontare la realtà per migliorarla e rifugiarsi in una vita basata sul nulla di qualche piacere che miseramente ti fa credere che vada tutto bene. E’ ancora più comodo fare i rivoluzionari del niente e vivere esattamente come ho scritto su, però cambiando la superficie e facendo rimanere la stessa sostanza… Forse è ancora peggio, meglio una sorta di sincerità.
Vi posso assicurare che se solo poteste vedere da fuori la nostra realtà, vi accorgereste che è capovolta e che forse i “pazzi” non sono quelli che avete sempre creduto che lo siano, ma al contrario.
Per il 2011 non voglio infondervi speranza di un anno migliore, invece vi esorto a impegnarvi affinché lo sia… Iniziate a guardare ciò che vi circonda con occhio diverso, da altri punti di vista, osservate con attenzione le piccole cose che ci circondano e cambiamo a partire da queste, nel nostro piccolo, nel piccolo delle nostre città, prima cambiamo noi stessi e poi cambiamo ciò che ci circonda per andare sempre più in alto a sradicare questo sistema marcio che dimostra giorno dopo giorno di aver fallito. Diffidate dai capipopolo, dalla cultura del miracolo del “leader” in tutti i campi della società, e anche da chi vi fa credere che per cambiare bastino due secondi e le facce diverse piene della stessa materia. Create il cambiamento in voi stessi e diffondetelo a coloro che intorno a voi non sono ancora cambiati e, dal basso, tutti insieme riprendiamoci ciò che ci siamo fatti togliere, stavolta maturi e soprattutto veramente liberi dalla società che ci comanda a bacchetta anche se non lo sappiamo.
Mi sono dilungato già troppo e vorrei dirvi tante altre cose… Da parte mia vi posso soltanto dire che ce la metterò tutta per far succedere quello che ho scritto prima, in fondo le cinque stelle del programma sono una metafora… Saremo sempre in movimento, non produrremo più rifiuti, l’acqua con la sua trasparenza porterà via tutta la spazzatura che ci circonda ora, la Rete, dove tutti si possono esprimere, e la cultura a portata di ognuno di noi polverizzeranno i “giornalisti” e i loro imitatori, fautori della disinformazione che regna sovrana in questo paese. Abbiamo la possibilità di cambiare e migliorare partendo dal piccolo del nostro territorio, che sarà dei nostri figli, dei nostri nipoti e di tutte le generazioni future, ma il fulcro di tutto siete voi.
Io non mi arrendo, e vi garantisco che è una lotta dura e difficile, ma l’obiettivo è troppo importante per non sentirsi in dovere di provarci. Voi cosa scegliete di fare? Maturare e assumersi le proprie responsabilità, oppure continuare a urlare e chiudere gli occhi? Avrete tante occasioni di scegliere.

Buon 2011
Enrico Coco